Taranto, 1997. L’operaio Caterino Lamanna vive in una masseria caduta in disgrazia a causa della vicinanza al polo siderurgico e sta per sposarsi con Anna con cui condivide il sogno di andare a vivere in città. Quando i dirigenti aziendali decidono di fare di lui una spia per individuare gli operai di cui sarebbe bene liberarsi, Caterino comincia a pedinare i colleghi con lo scopo di denunciarli.
Ben presto, non comprendendone il degrado, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF (acronimo di laminatoio a freddo) il reparto-lager dell’Ilva riservato agli impiegati “scomodi”. Sarà
Parigi, 1977. A distanza di anni dal suo ritiro dalle scene, la leggendaria soprano Maria Callas vive nel suo appartamento insieme ai suoi due domestici Ferruccio e Bruna. Ormai affetta da una dipendenza da farmaci e segnata dalla perdita della sua straordinaria voce, Maria trascorre le sue giornate tra passeggiate per le strade di Parigi, esercizi canori e ricordi del suo passato glorioso. Attraverso una serie di flashback, sequenze oniriche e interviste immaginarie, il film ci immerge nella mente tormentata della Divina, svelando le sue paure, i suoi dubbi, le sue gioie e i suoi dolori nei giorni precedenti alla sua prematura scomparsa all’età di 53 anni.
In un futuro prossimo, una guerra civile sconvolge gli Stati Uniti, divisi tra stati fedeli al Presidente degli Stati Uniti e stati secessionisti, tra cui Texas e California, alleati insieme nelle Western Forces, il New People’s Army nel Nord Ovest e l’Alleanza della Florida, a sé stante. Un gruppo di giornalisti composto da Lee, celebre fotografa di guerra, il collega Joel e l’anziano Sammy, decide di partire da New York verso Washington, per intervistare il Presidente degli Stati Uniti prima che le Western Forces conquistino la capitale. Prima di partire, Lee conosce e salva da un attentato un’aspirante reporter, Jessie, che la mattina dopo partirà con loro alla volta di Washington, malgrado la riluttanza della stessa Lee nel mettere in pericolo una così giovane ragazza.
Il viaggio sarà costellato di insidie e i nostri avranno la possibilità di documentare momenti tipici e tragici di una guerra civile come individui armati che si fanno giustizia da soli sfruttando l’anarchia del conflitto, guerriglie urbane, duelli tra cecchini, civili sfollati e piccole comunità che cercano, attraverso una stretta sorveglianza militare, di tornare alla normalità e di tenersi fuori dal conflitto che dilaga. Dopo uno scontro con un piccolo gruppo di militari nazionalisti, il cui fine è di fare pulizia etnica tra i civili senza curarsi degli schieramenti in lotta, Sammy perde la vita, scioccando sia Lee che Joel, mentre Jessie, sempre più presa dall’atmosfera del conflitto, mette se stessa sempre più a rischio pur di aggiudicarsi lo scatto migliore………………………….
Roma, oggi. Ferzan Özpetek convoca attrici e attori con cui ha lavorato nel corso degli anni, più alcuni volti nuovi, per sottoporre loro il copione del suo prossimo film, Diamanti. La trama del film si alterna ad alcune sedute di lettura a cui prendono parte il regista e le attrici protagoniste. Durante una di esse Elena Sofia Ricci dichiara di non poter prendere parte alla lavorazione del lungometraggio per stare accanto a una sua amica malata. Ferzan dovrà quindi eliminare il suo personaggio (la fondatrice della sartoria e madre delle titolari).
Roma, 1974. Le sorelle Alberta e Gabriella Canova possiedono e dirigono una grande sartoria specializzata in costumi per il cinema e il teatro, nella quale lavorano diverse donne. In questo microcosmo al femminile si intrecciano molte storie: la capo sarta Nina ha un figlio che non esce mai dalla sua stanza; la ricamatrice Eleonora, vedova, è alle prese con la nipote Beatrice, che vive con piglio rivoluzionario gli anni di piombo; la tingitrice Carlotta; la modista Paolina, madre single del piccolo Simone, è in difficoltà economica; la sarta Nicoletta, che viene maltrattata e picchiata dal marito violento Bruno, al punto di essere minacciata di morte; Fausta, una single ironica e sensibile al fascino maschile; Giuseppina, una giovane stagista appena arrivata; Silvana, cuoca delle sorelle Canova, una ex ballerina che ha sempre una parola di conforto e un pasto caldo per tutti.
All’atelier si presenta Bianca Vega, costumista premio Oscar che commissiona gli abiti per un’importante produzione cinematografica da girare tra poche settimane. La lavorazione dei costumi comporta un sovraccarico di lavoro e tensioni, dovuto sia alla severità di Alberta sia al carattere esigente di Bianca. Le sarte trovano sempre il modo di reagire alle piccole e grandi sfide con forza e ironia, riuscendo anche a sistemare le proprie vite: Nina farà uscire suo figlio dalla catatonia; Eleonora, costretta a nascondere Beatrice nell’atelier, ne farà emergere il talento, al punto che Alberta la assumerà; anche Simone viene nascosto nell’atelier da Paolina, ma Alberta si offrirà di aiutare economicamente sua madre. Fausta e le altre, infine, cercheranno di difendere Nicoletta da Bruno, ma sarà la stessa donna a sbarazzarsi del marito, ritrovando la libertà…………………………………..
Ingrid Parker, famosa scrittrice di autofiction, dopo molti anni in cui ha vissuto a Parigi, torna a New York dove, alla Libreria Rizzoli, firma copie del suo ultimo romanzo. Qui, da un’amica comune, viene casualmente a sapere che Martha Hunt, con la quale ha perso i contatti da tempo, è affetta da tumore alla cervice in fase avanzata e si reca dunque a trovarla in ospedale. Martha è molto felice di ritrovare la sua amica e le spiega di essersi sottoposta a una immunoterapia sperimentale che dovrebbe salvarle la vita. Ingrid fa di tutto per sostenere Martha nella difficile prova e le due hanno modo di chiarire una situazione spinosa: molti anni prima, entrambe avevano avuto una relazione con lo stesso uomo, lo scrittore Damian, e questo le aveva portate ad allontanarsi.
Mentre l’amicizia tra le due si intensifica, Martha racconta a Ingrid alcune delle sue esperienze da corrispondente di guerra che l’hanno portata a riflettere sul senso della vita e dell’amore; le svela, inoltre, alcuni particolari del suo passato: la donna, che esorcizzava le immagini di morte con una vita sessuale definita da lei stessa “promiscua”, ha infatti una figlia, Michelle, avuta quand’era molto giovane con Fred, reduce della Guerra del Vietnam. La figlia era stata concepita quando, per sollevarlo dai traumi subiti, Martha si era concessa occasionalmente a lui, ma non aveva poi voluto il suo aiuto nell’accudimento della bambina. L’uomo si era poi trasferito e aveva messo su famiglia con un’altra donna, mentre Martha, per seguire la carriera, aveva trascurato Michelle, instaurando con lei un rapporto sempre più conflittuale e finendo per allontanarsene. Martha racconta a Ingrid di esser stata contattata in seguito dalla moglie di Fred, che le aveva raccontato di come l’uomo fosse morto lanciandosi in una casa in fiamme credendo di sentirvi le urla di persone che volevano essere salvate. All’insaputa di tutti, Michelle, alla ricerca del suo padre biologico, aveva rintracciato la donna, e per farle del male aveva detto che la voce udita da Fred era quella di Martha…………………………………………..
Tre anni dopo che il Cuore di Te Fiti è stato restituito, Vaiana trascorre le sue giornate esplorando nuove isole dell’Oceania nella speranza di trovare altre persone connesse all’oceano e istruendo la sorellina Simea, a cui è molto legata, sulla connessione tra l’oceano e gli antenati dell’isola di Motunui.
Un giorno, durante la cerimonia in suo onore per essere riconosciuta, mille anni dopo l’ultima volta, come “Tautai”, ovvero come navigatore ed esploratore di riferimento dell’isola, e dopo essere quasi stata colpita da un fulmine caduto durante una improvvisa tempesta, Vaiana riceve una visione dal suo antenato, Tautai Vasa, il quale le rivela il motivo per cui nessuno è più connesso all’oceano: il malvagio dio delle tempeste Nalo, desiderava il potere sui mortali e per questo ha fatto sprofondare un’isola mistica chiamata Motufetu negli abissi dell’oceano. Motufetu collegava tutte le isole e i popoli e l’isola di Motunui sarà presto deserta se lei non riuscirà a trovare un modo per farla riemergere, ristabilendo il collegamento tra tutti i popoli dell’oceano. Vaiana su consiglio della madre Sina raduna un equipaggio composto da alcuni abitanti di Motunui: l’artigiana Loto, che si occuperà della zattera, Moni, un cantastorie, che conosce diverse leggende e fan sfegatato di Maui, e Kele, un anziano contadino burbero, che si occuperà delle provviste. Con loro ci sono anche i suoi inseparabili animali, il maialino Pua e il gallo Heihei. Insieme partono alla ricerca dell’isola…………………………………………..
Dopo la morte di Papa Gregorio XVII per un attacco di cuore, il collegio cardinalizio si riunisce in conclave per eleggere il nuovo Papa, sotto la guida del cardinale e decano Thomas Lawrence; i quattro candidati principali sono Aldo Bellini degli Stati Uniti, un liberale in linea con le idee del defunto Papa, Joshua Adeyemi della Nigeria, un conservatore sociale, Joseph Tremblay del Canada, un conservatore tradizionale, e Goffredo Tedesco dell’Italia, un tradizionalista reazionario. Il collegio è sorpreso dall’arrivo all’ultimo momento di Vincent Benitez, un missionario originario del Messico, il quale sostiene che il Papa lo ha segretamente nominato arcivescovo di Kabul prima della sua morte, cosa che viene successivamente confermata da una lettera del pontefice.
Prima del primo scrutinio, Lawrence tiene un’omelia in cui incoraggia i cardinali ad abbracciare il dubbio e l’incertezza, ma alcuni interpretano le sue parole come una dichiarazione delle sue ambizioni papali, con disappunto del decano che intende sostenere Bellini; quest’ultimo in seguito dichiara a Lawrence che non desidera il papato e che la sua unica intenzione è quella di impedire a Tedesco di diventare pontefice poiché se egli fosse eletto, date le sue posizioni estremamente tradizionalistiche, annullerebbe le numerose riforme attuate dai liberali all’ordine ecclesiastico negli ultimi decenni. In seguito, Lawrence viene a sapere dal suo assistente, monsignor Raymond O’Malley, che Benitez era vicino al Papa, il quale gli aveva pagato un biglietto aereo per la Svizzera per una visita medica, che il missionario in seguito ha annullato; inoltre scopre da padre Wozniak, il confidente del Papa, che il pontefice aveva chiesto le dimissioni di Tremblay poche ore prima di morire. Tremblay, messo di fronte al fatto da Lawrence, nega vigorosamente la veridicità di quanto detto da Wozniak………………………………….
Durante il loro pomeriggio insieme i due discutono dei fatti salienti delle loro vite e Freud incalza Lewis per sapere di più sulla sua infanzia, la conversione al cattolicesimo incoraggiata da J. R. R. Tolkien, i traumi della prima guerra mondiale, la relazione con la madre di un suo commilitone e il rapporto con gli Inklings. La questione delle fede – fondamentale per Lewis, una nevrosi per Freud – li divide profondamente. Lo stesso Freud lascia trapelare le sue insicurezza: malato terminale di cancro, soffre di dolori atroci che solo la morfina riesce ad alleviare e alla sofferenza fisica si unisce la preoccupazione per la figlia Anna, morbosamente attaccata a lui e impegnata in una relazione sentimentalmente con Dorothy Burlingham che Freud disapprova.
Sabato 7 Dicembre h 21.15 – Domenica 8 Dicembre h 17.00, 21.15 – Lunedì 9 Dicembre 21,15
Trama:
“Napoli-New York”, la favola neo-realista di Gabriele Salvatores (con un tocco di Fellini) I due ragazzini clandestini e la loro “grande avventura“. Un capitano che nasconde desideri e sofferenze. Le rovine e la fame, e il Sogno Americano. Perché andare al cinema a vedere il nuovo film del regista, con Pierfrancesco Favino e due talentuosissimi sciuscià. . . Di Mattia Pasquini Napoli-New York di Gabriele Salvatores: Pierfrancesco Favino e Antonio Guerra Ha una storia unica e un’origine importante il nuovo film di Gabriele Salvatores.
Sabato 30 Novembre h 21.15 – Domenica 1 Dicembre h 17.00, 21.15 – Lunedì 2 Dicembre 21,15
Trama:
A Savannah, Georgia, James Sythe è in un bar con la fidanzata Kendall. I due litigano, come sempre, e lei esce dal locale avviandosi verso casa sotto la pioggia battente. James, preso da rabbia e sconforto, non la segue e se ne va, con la macchina, nella direzione opposta. Due giorni dopo il cadavere della ragazza viene rinvenuto sotto un ponte: Kendall è stata scaraventata di sotto, sulle rocce vicine a un ruscello. Dell’omicidio viene accusato lo stesso James.
Un anno dopo, il giovane giornalista ed ex alcolista Justin Kemp, la cui moglie Ally è al settimo mese di una gravidanza a rischio, viene scelto per presenziare nella giuria che si occuperà del processo Sythe. Quando gli vengono spiegate le dinamiche della disgrazia, Justin è sconvolto all’idea che forse la ragazza non è stata travolta dal fidanzato bensì da lui stesso: quella notte era nel locale dove si trovavano Kendall e James; messosi alla guida lungo la strada che la ragazza percorreva a piedi, si era distratto col cellulare finendo per urtare qualcosa che poi non aveva trovato. All’inizio supponeva che si fosse trattato di un cervo caduto poi nel ruscello sotto il ponte, ma ora la faccenda sembra farsi molto più tragica: è il giurato n°2 di un processo in cui dovrebbe essere, invece, l’imputato.
Della pubblica accusa si occupa l’avvocato Faith Killebrew, che spera, nella sua corsa al ruolo di procuratore distrettuale, di attirare gli elettori con una condanna di alto profilo per violenza domestica. Testimonianze varie portano subito James verso un verdetto di inattaccabile colpevolezza; peraltro un anziano che abita vicino al ponte ha visto un uomo scendere dalla sua auto e controllare la situazione. Identifica egli in James quando invece era Justin. Ulteriore confusione deriva dal fatto che i due giovani hanno lo stesso modello di automobile. Il giurato n°2 è inorridito all’idea che un innocente finisca in prigione, e cerca di portare gli altri i giurati verso un verdetto che dichiari l’innocenza dell’imputato. Fa leva sulla faziosità delle prove portate in tribunale, ma non può però costituirsi perché il suo passato da alcolista non lo aiuterebbe certo nello spiegare che al momento dell’incidente era sobrio, e finirebbe subito in galera.
Uno dei giurati, Harold, è in realtà un poliziotto in pensione. Anche lui convinto che ci sia dell’altro, si procura l’elenco delle auto simili a quelle di James (e di Justin) che siano state riparate poco dopo la morte di Kendall. Chiede aiuto allo stesso Kemp, il quale però, con uno stratagemma, lo fa cacciare dalla giuria lasciando scoprire a tutti che l’uomo ha indagato per conto suo, contravvenendo quindi alle regole giudiziarie. In tal modo considera che nessuno seguirà mai quel filone d’indagine, ma Faith legge quanto prodotto dall’ex giurato e decide di fare qualche verifica. Alla fine arriva dunque alla macchina di Justin, che è intestata a Ally, ma mentre le parla non la collega al giurato n°2 e non raggiunge alcun risultato.
Ally, preoccupata dalla visita di Faith, chiede spiegazioni a Justin, il quale le confessa cosa accadde un anno prima: quella sera, sconvolto per la perdita dei loro due gemelli a causa di un aborto, si era recato al bar per bere riuscendo comunque a resistere alla tentazione dell’alcol. Justin decide che la prima cosa da fare è proteggere la sua famiglia.
Alla fine, su pressione di Justin verso gli altri giurati, il verdetto unanime arriva: James viene dichiarato colpevole e condannato all’ergastolo. Faith vede Justin e si ricorda di quando disse che sua moglie aveva una gravidanza a rischio; lo ricollega dunque a Ally e a una delle macchine riparate. All’uscita del tribunale l’avvocato affronta Kemp: questi le dice che per un incidente del genere una persona non può avere la vita distrutta e sottolinea la carica a procuratore distrettuale che lei sta inseguendo, quasi a volerla far desistere da indagare ulteriormente.
Tempo dopo Ally dà alla luce una bambina e Justin vende la macchina così da abbandonare il suo unico collegamento con l’incidente, ma qualcuno bussa alla loro porta: è Faith. Kemp la guarda sconvolto.