UNA FIGLIA

SABATO 10 MAGGIO h 21.15

DOMENICA 11 MAGGIO h 17.00-21.15

LUNEDÌ MAGGIO 12 h 21.15

TRAMA:

Un uomo di mezza età, Pietro, rimane vedovo e deve prendersi cura della figlia. Non avrà mai il tempo materiale per approfondire il proprio dolore, impegnandosi a crescere la sua bambina con amore e dedizione, in un rapporto totalizzante in cui uno cura le ferite dell’altra attraverso le proprie. Quando, dopo qualche anno, proverà a rifarsi una vita con una nuova compagna, non tutto andrà come sperato: la reazione della figlia sarà esagerata e Pietro verrà messo a dura prova. Si ritroverà a lottare tra rabbia e istinto paterno.

NO OTHER LAND

LUNEDÌ 5 MAGGIO h 21.15

TRAMA:

Per più di quattro anni, Basel Adra, giovane avvocato e attivista palestinese, filma la distruzione della sua comunità di Masafer Yatta da parte dell’occupazione israeliana, mentre costruisce un’insolita alleanza con un giornalista israeliano, Yuval Abraham, che desidera unirsi alla sua lotta.

SOTTO LE FOGLIE

TRAMA:

Una nonna anziana si aggira per un bosco in autunno, come foglie e sottobosco confermano. Porta con sé un cestino di vimini per raccogliere i funghi, molto amati dalla figlia, in arrivo a pranzo insieme all’adorato nipote, per lasciarlo a lei durante le vacanze scolastiche. Uno scenario di apparente idillio, non fosse per la stagione, quell’autunno invocato dal titolo originale, Quand vient l’automne, che semina Sotto le foglie tanti piccoli indizi di disagio, pronti a diventare una valanga di perfidia e incomprensioni, sempre tenendo a freno ogni esplosione, sotto traccia, non alzando mai la voce o scuotendo troppo la camera. Ogni svolta narrativa giunge sorprendente e inconsueta, Ozon non la fa “pesare”, rendendola in questo modo ancora più spiazzante. È una visita nel terreno della favola nera e della metafora, insistita, in cui il regista francese ancora una volta cambia registro, come ama fare, prendendosi il tempo di un ritratto trattenuto, ma di una spietatezza raramente vista, sulla trasmissione di più vizi che virtù fra madre e figlia. Dall’elogio di una criminalità teatrale e di buon cuore contro il maschio rimbecillito, in Mon crime, alla quotidianità che nasconde nell’apparente ritratto bucolico crimini e misfatti di ogni genere………….

LE ASSAGGIATRICI

SABATO 12 h 21.15 – DOMENICA 13 h 17.00 – 21.15 – LUNEDÌ 14 h 21.15

TRAMA:

Il film è ispirato a fatti storici realmente accaduti. Germania, autunno 1943. Seguiamo le vicende di una giovane di nome Rosa, in fuga dopo che Berlino è stata bombardata. Si reca in un piccolo paesino quasi al confine orientale del paese dove vivono i suoceri che la ospitano mentre il marito è impegnato nei combattimenti al fronte. Proprio suo marito le aveva detto di recarsi dai suoi genitori in cerca di rifugio.

Il paesino sembra essere tranquillo, circondato dalla natura, ma in realtà nasconde un temibile segreto: in mezzo ai boschi, lontano da tutto, c’è il quartier generale di Hitler: la Tana del Lupo. Hitler, da sempre estremamente paranoico, ha raggiunto livelli paradossali ed è ossessionato dall’idea che qualcuno possa avvelenarlo (un’ossessione in realtà più che giustificata considerato che il numero di attentati pianificati e messi in atto contro Hitler supera la trentina, ed è da sottolineare che quasi tutti gli attentati dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale furono progettati dalla Wehrmacht, tra cui la famosissima Operazione Valchiria che fece scoppiare una bomba proprio nella famosa Wolfsschanze )…………………………………………………………………………………………………….

FLOW – UN MONDO DA SALVARE

SABATO 12 APRILE h 16.00

TRAMA:

Un gatto vaga in una foresta. Nel frattempo, un branco di cani si avvicina al fiume per pescare. Quando due di loro iniziano a litigare per un pesce, il gatto ne approfitta, lo ruba e viene immediatamente inseguito. Fuggendo, il felino finisce tra dei cervi in fuga, ma prima che possa reagire, un’alluvione lo sorprende. Sopravvivendo alla piena, il gatto e il golden retriever del precedente gruppo di cani raggiungono un terreno più alto. II cane segue il gatto fino a una capanna abbandonata, decorata con sculture in legno raffiguranti gatti. Entrambi si accorgono che il livello dell’acqua continua a salire. Mentre il cane si unisce agli altri cani su una barca, il gatto si arrampica su una gigantesca statua felina, ma le acque continuano a salire fino a sommergerla completamente. In extremis, il gatto salta su una barca a vela in avvicinamento, dove trova un capibara a bordo.

La mattina seguente, mentre l’imbarcazione naviga tra le cime degli alberi sommersi, il gatto cade in acqua cercando di evitare un uccello segretario bianco e inizia ad affondare. Una balena mutata lo salva, ma un altro uccello segretario lo afferra e lo trasporta in volo. Da lassù, il gatto scorge in lontananza dei massicci pilastri di pietra. Poco dopo, l’uccello lo lascia cadere sulla barca. Nel frattempo, il livello dell’acqua continua a salire e il capibara invita un lemure dalla coda ad anelli a salire a bordo con il suo cesto di ninnoli. Durante il sonno, il gatto sogna di essere circondato da un branco di cervi mentre osserva i misteriosi pilastri di pietra. Improvvisamente, un’altra alluvione lo travolge. Si risveglia di soprassalto. Più tardi, l’equipaggio sbarca e viene raggiunto dal golden retriever. Tuttavia, uno stormo di uccelli segretari mostra ostilità nei loro confronti, costringendo il gatto alla fuga. Il giovane uccello segretario che lo aveva catturato supplica il capo del gruppo di risparmiargli la vita, ma perde un duello e, con un’ala ferita, viene abbandonato dal suo stormo. Privato della capacità di volare, si unisce all’equipaggio.

Il viaggio prosegue fino a una città semisommersa, situata ai piedi degli imponenti pilastri di pietra. Il golden retriever cerca di far giocare l’uccello segretario con il galleggiante di vetro del lemure, ma quest’ultimo lo calcia fuori bordo, scatenando una lite. Durante la discussione, la barca perde il controllo e l’albero rimane impigliato in un albero sommerso. Improvvisamente, la balena emerge, generando onde che liberano l’imbarcazione. Nel frattempo, il gatto, con l’aiuto del capibara, impara a nuotare meglio e a catturare pesci. Più tardi, l’equipaggio salva i cani rimasti intrappolati in un campanile. Mentre la barca attraversa i colossali pilastri di pietra nel mezzo di una tempesta, l’uccello segretario vola via. Il gatto cade in mare, ma riesce a raggiungere la riva e a scalare una scalinata che lo conduce in cima a uno dei pilastri. Al centro di un labirinto intagliato nella pietra, ritrova l’uccello segretario. Improvvisamente, la gravità svanisce e un portale luminoso si apre sopra di loro. Per qualche istante, entrambi fluttuano senza peso, finché il gatto ricade a terra, mentre l’uccello segretario si lascia trasportare dalla luce e scompare………………………………………………

LA CITTÀ PROIBITA

SABATO 5 APRILE h 21.15

DOMENICA 6 APRILE h 17.00 – 21.15

LUNEDÌ 7 APRILE h 21.15

TRAMA:

1995, Cina. Con la politica del figlio unico in pieno vigore, i genitori delle piccole Yun e Mei decidono di tener segreta la seconda per evitare denunce. Entrambe sono educate, fin dalla tenera età, alle arti marziali.

2025: Mei, divenuta esperta di tecniche di combattimento, arriva a Roma alla ricerca di Yun, data per scomparsa. Il luogo chiave per l’indagine è l’affollato ristorante cinese dell’Esquilino “Città proibita”, nel quale i clienti possono non solo mangiare ma anche intrattenersi con massaggiatrici e prostitute e dove anche Yun si è dovuta riciclare come squillo. In loco, prima di malmenare molti sgherri del proprietario, il losco Wang, Mei riesce a scoprire da un’anziana signora che Alfredo, maturo proprietario di una trattoria poco lontana da lì, si era invaghito di sua sorella. Nel locale, che risente molto della concorrenza cinese, lavorano la moglie Lorena e il figlio Marcello; da quest’ultimo Mei non ottiene collaborazione e risponde con le maniere forti, al punto che il ragazzo rivela che il padre è fuggito con una presunta amante cinese e che ormai se ne sono perse le tracce, dopodiché racconta tutto ad Annibale, piccolo malavitoso di quartiere e socio nonché miglior amico di Alfredo che manda subito gli scagnozzi “Cip” e “Ciop” alla ricerca di questa manesca fanciulla: anche stavolta, però, ad avere la meglio

FOLLEMENTE

SABATO 29 MARZO h 21.15

DOMENICA 30 MARZO h 17.00 – 21.15

LUNEDÌ 31 MARZO h 21.15

A GRANDE RICHIESTA

TRAMA:

Dopo essersi conosciuti in un bar, Piero e Lara fissano il loro primo appuntamento a casa di lei. Entrambi hanno voglia di rimettersi in gioco: Lara è una trentacinquenne restauratrice di mobili, che ha appena terminato una relazione con un uomo sposato e cede spesso ad amori senza futuro; Piero è un insegnante di liceo cinquantenne, fresco di divorzio con affidamento congiunto della figlia piccola e porta ancora i segni di altre delusioni sentimentali.

I due protagonisti sono guidati dalle rispettive personalità: Piero ascolta le indicazioni del razionale Professore, del romantico Romeo, del passionale Eros e del disincantato Valium; Lara si fa condurre dall’intransigente Alfa, dalla seducente Trilli, dalla sregolata Scheggia e dalla sognatrice Giulietta………………………………….

ANORA

MARTEDÌ 25 MARZO h 21.00

VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI

TRAMA:

TRAMA:

Anora, film diretto da Sean Baker, vede protagonista Anora (Mikey Madison), giovane spogliarellista di Brooklyn, che conduce una vita dura tra il lavoro notturno in uno strip club e la convivenza con la sorella in un piccolo appartamento. La sua vita cambia quando incontra Ivan (Mark Eydelshteyn), figlio viziato di un potente oligarca russo. Grazie alla sua conoscenza della lingua russa, Anora viene assegnata a lui come cliente e accetta la sua proposta di fingersi la sua fidanzata per una settimana in cambio di una sostanziosa somma di denaro.
Tra lusso sfrenato e spensieratezza a Las Vegas, il gioco si trasforma in realtà: Vanja, desideroso di restare negli Stati Uniti, chiede ad Anora di sposarlo. Lei, vedendo un’opportunità di fuga dalla sua vita difficile, accetta. Il matrimonio sembra un colpo di fortuna per entrambi, finché la notizia non giunge in Russia.
Furiosi, i genitori di Vanja partono per gli Stati Uniti, decisi a far annullare il matrimonio con l’aiuto del loro spietato faccendiere armeno……………………………………………………

LEGGERE LOLITA A TEHERAN

MARTEDÌ 18 MARZO h 21.00

TRAMA:

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze, la docente universitaria Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi in un’impresa fra le più ardue: spiegare la letteratura dell’Occidente a ragazzi e ragazze esposti in maniera sempre crescente all’indottrinamento islamico. Quando le condizioni politiche e sociali non glielo consentono più, Nafisi lascia l’insegnamento all’Università di Teheran e riunisce segretamente a casa sua sei delle sue studentesse più impegnate per leggere dei classici occidentali…………………………………………..

IL NIBBIO

TRAMA:

4 febbraio 2005. Nicola Calipari, alto dirigente del SISMI, sta partendo per una vacanza con la moglie e i due figli, quando viene richiamato a Roma perché la giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena è stata rapita a Baghdad, al suo ritorno da una visita ad un campo profughi, da quello che si scoprirà essere un commando sunnita. Per 28 giorni Calipari, soprannominato “il Nibbio”, dovrà fare la spola fra l’Iraq presidiato dall’esercito statunitense e la dirigenza dei Servizi Segreti nel tentativo di ottenere la liberazione di Sgrena.

Il ricordo dell’uccisione del giornalista Enzo Baldoni, avvenuta sempre in Iraq l’anno precedente, è ancora fresco e doloroso, e Calipari farà di tutto per assicurarsi che quella storia non si ripeta, cercando di trattare il rientro di Sgrena senza commettere errori e unendo le forze con il direttore di Il Manifesto, il compagno di Sgrena e alcune alte cariche istituzionali. Ma il destino, e l’incompetenza di certi uomini, non saranno altrettanto attenti e rispettosi nei suoi confronti.

Il Nibbio compie un’operazione doverosa nel ricordare un uomo perbene e un professionista rigoroso, scevro da personalismi e presenzialismi, un po’ come aveva fatto Michele Placido con Giorgio Ambrosoli in Un eroe borghese.

La regia è del quarantenne Alessandro Tonda, che sa gestire bene le scene d’azione all’interno di un immaginario cinematografico global (il suo esordio al lungometraggio, The Shift, era girato in Belgio e interpretato da un cast internazionale). Tonda mette in scena la vicenda Sgrena come una spy story, virando in toni grigi e seppia e dirigendo gli attori come il cast di un thriller mitteleuropeo. La sceneggiatura di Sandro Petraglia, scritta “a mestiere” su un soggetto suo e di Davide Cosco e Lorenzo Bagnatori, scansa il melodramma e punta alla caratterizzazione di Calipari come un uomo di famiglia e di coscienza, evitando ogni superomismo.

Il risultato è un racconto solido che si segue con facilità, anche se con amarezza, ben sostenuto dalle interpretazioni di Claudio Santamaria nei panni del Nibbio e di Sonia Bergamasco in quelli sgomenti di Giuliana Sgrena. Nota di merito per Anna Ferzetti nel ruolo della moglie di Calipari e soprattutto per Beatrice De Mei che interpreta con naturalezza la figlia 18enne, polemica e affettuosa al punto giusto. I cattivi, in questa rappresentazione, sono gli americani, dei quali si sottolineano l’arroganza e l’inettitudine, e il capo della Croce Rossa, intento a disturbare maldestramente (e dannosamente) la camminata sulle uova di Calipari…………………………………………………….