Sabato 31 h 21,15 _ Domenica 1 h 17,00 – 21,15 _ Lunedì 2 h 21,15
TRAMA:
Venezia, 1716.[2] Cecilia è una giovane trovatella ospite del Pio Ospedale della Pietà; la fanciulla, insofferente alla clausura e alle rigide regole dell’istituto, scrive in segreto delle lettere alla madre sconosciuta, nelle quali distilla il proprio risentimento e il desiderio che ella venga a riprenderla. Fa inoltre parte di un gruppo di fanciulle versate per la musica, alle quali viene insegnato come suonare uno strumento ed è concesso di esibirsi, nascoste dietro una grata, per le nobili famiglie della città: questo può essere un viatico per un buon matrimonio, a patto che, una volta sposate, le fanciulle cessino di suonare. Cecilia, valente violinista, viene promessa in sposa al conte di Sanfermo, con cui si mariterà non appena egli sarà tornato dalla guerra contro i Turchi.
A causa della concorrenza di altri gruppi musicanti, l’istituto nomina Antonio Vivaldi nuovo maestro delle giovani musiciste. Il sacerdote, sofferente d’asma e caduto in disgrazia dopo una fallimentare esperienza come impresario musicale, a sorpresa designa Cecilia come primo violino dell’orchestra: pur non essendo la più talentuosa del gruppo, ella è l’unica che suona perché ama farlo e non per essere lodata. Tra Cecilia e Vivaldi si instaura un particolare rapporto di fredda fiducia reciproca: il maestro sembra l’unico a rispettare il suo carattere ribelle e a credere davvero nel suo talento; in particolare, la nota descrivere col violino il canto degli uccelli. L’uomo le racconterà anche particolari della propria miserabile vita.
Sotto la guida di Vivaldi, l’orchestra del Pio Ospedale guadagna fama e prestigio; alle fanciulle è inoltre concesso di esibirsi davanti a un pubblico, col volto nascosto da una maschera: Cecilia assapora per la prima volta un minimo di libertà. Una notte la fanciulla si reca nottetempo nell’archivio dell’istituto alla ricerca di metà del contrassegno a metà che sua madre ha lasciato all’atto dell’abbandono: una madre che desideri riscattare la propria figlia, infatti, ne conserva l’altra metà per poterla presentare alla Priora, custode delle fanciulle, quale segno di riconoscimento. La Priora sorprende Cecilia e, mossa a pietà, le mostra il suo contrassegno, una rosa dei venti: sebbene esso rimandi alle prostitute che si concedono ai marinai, Cecilia non smette di credere che un giorno sua madre la riscatterà.
Vivaldi fa suonare alle fanciulle del Pio Ospedale una sonata dedicata al re Federico IV di Danimarca, nella quale è previsto un assolo del primo violino: Cecilia suona con tanta passione che il sovrano chiede che ella si tolga la maschera. La fanciulla, tuttavia, non è felice di questo successo, e anzi accusa Vivaldi di averle donato una libertà illusoria. Difatti, proprio quando si prospettano nuovi successi, la guerra finisce e il conte di Sanfermo torna, chiedendo di sposare subito Cecilia.
Cecilia prova a chiedere alla Priora e al governatore del Pio Ospedale il permesso di continuare a suonare anche da sposata, ottenendo un secco rifiuto; perfino Vivaldi non riesce a intercedere per lei………………………………………………………………………………………………………..